Questo intervento è un omaggio ad un'emittente radiofonica che per me come per tanti altri è stata una pietra miliare dell'adolescienza... Stò parlando di RADIO DEEJAY e i suoi DJ!
Mi riferisco soprattutto a tre artisti che sono la rappresentazione di un mito vivente, nonchè la vecchia guardia degli "uomini alla consolle", coloro che stanno "dall'altra parte del vetro" e cioè...
Molella Prezioso e Fargetta.
Non solo tre disc jokey ma anche produttori di musica meravigliosa!
Qualcuno si starà chiedendo che ci fanno Molella Prezioso e Fargetta, tre rappresentanti della musica cosiddetta "commerciale", in un blog dove il tema principale è la musica Techno?
Io rispondo che la musica da discoteca è tutta una grande famiglia e che tutti gli stili e i generi hanno radici comuni. Per quanto mi riguarda la Commerciale e la Dance sono state le radici che in seguito si sono ramificate in generi più "forti", ma la passione per il soft è rimasta sempre!
Nel mio ideale i DJ sopra citati rappresentano gli anni d'oro della musica, il periodo più bello, musicalmente parlando, che ho conosciuto fino ad ora e cioè il lasso di tempo a cavallo tra la fine degli anni '90 e l'inizio dei primi anni del 2000... una musica che non può essere definita "Dance anni '90" ma neanche paragonata a quella di oggi che di Dance non ha proprio niente! Come tutti i periodi di transizione è stato breve ma intenso... una rosa di 5-6 anni indimenticabili, che vedrebbe come protagonisti una lista con una miriade di nomi di cui ho scelto come rappresentanti questi tre artisti...
Molella inizia a 14 anni facendo le cassettine mixate per gli amici. Un anno dopo è al microfono in una piccola radio locale. Ne seguono molte altre e nel 1986 approda a Radio Deejay dove Maurizio fa il suo debutto come regista, dall'altra parte del vetro ci sono prima Gerry Scotti e poi Amadeus. Dopo qualche mese arriva il suo primo MEGAMIX. Un anno dopo Molly sempre in consolle a Radio Deejay, ma al microfono c'è Lorenzo Cherubini (in arte Jovanotti) il programma è il mitico 1-2-3 CASINO. Con Jovanotti inizia una collaborazione che lo porta prima in televisione: il sabato pomeriggio su Italia Uno per 1-2-3 JOVANOTTI. A Radio Deejay, Molella diventa parte attiva del mitico "Deejay Time", nel frattempo Molly comincia anche a lavorare in studio: tra le sue prime produzioni di spicco troviamo "Revolution" n. 1 in Italia, "Change", "Confusion", "Originale Musicale Radicale" che nel 1996 diventa anche il nome del suo primo album!!! Alcune delle produzioni di spicco sono: GALA, che nel 1996 ha venduto oltre 4 milioni di dischi nel mondo, "If You Wanna Party" con gli OUTHERE BROTHERS, classificatosi nei primi cinque posti di tutte le classifiche europee che gli permettono di partecipare per ben 2 volte al mitico programma "Top Of The Pops" di Londra, THE SOUNDLOVERS, con cui ha ottenuto grandi risultati soprattutto in Germania. Diversi i remix: VASCO ROSSI con "Rewind" e "Ti Prendo E Ti Porto Via" con i quali vince l'Italian Dance Awards nella categoria "miglior remix"; RINO GAETANO "Ma Il Cielo E' Sempre Più Blu", hit dell'estate 2003 che spinge la raccolta del mito degli anni 70 al numero 1 in Italia, GEMELLI DIVERSI "Mary" con il quale si aggiudica nuovamente nell'Italian Dance Awards il premio "miglior remix 2003", BOY GEORGE, ATB. Tra i programmi radiofonici: "Molly 4 Deejay", "Molly 4/4" e, grazie ai successi ottenuti all'estero nelle passate stagioni come dj/produttore, "Molly 4 Europe", in collegamento con i DJ delle più grandi TV e radio d'Europa: Viva TV (Germania), Kiss FM (UK), Los Quarenta Principales (Spagna), Fun Radio TV (Francia), Radio Contact (Benelux); "Do Re Mix", programma che amplifica la creatività degli ascoltatori tanto da indurre una delle più importanti società di software musicali (Magix) a farne un programma per PC. Nel 2000 escono i singoli "Genik" e "Discotek People" inclusi nell'album "Les Jeux Sont Faits" che esce nell'ottobre 2001. Il nuovo singolo "Love Lasts Forever" si rivela subito un gran successo!!! La particolarità è il ritornello cantato in italiano!!! Nel 2002 Molly realizza "T.V.A.B.", nell'autunno dello stesso anno esce "Magia", brano che contiene il famoso riff utilizzato nella produzione di GALA (sempre firmato da Molella) "Come Into My Life". Il 2003 si apre con "Baby!", disco dalle sonorità anni '60 e continua con "Desert Of Love" un disco epico in stile "Originale Radicale Musicale". Grazie a tutto questo Molella vince il premio FIMI "Italian Music Awards" nella categoria "Miglior Produttore Dance" nell'anno 2002 e 2003". Si apre alla grande il 2004 con una collaborazione con Gigi D'Agoatino che continua da anni e che viene valorizzata dal progetto GIGIeMOLLY: il primo singolo, "Con IL Nastro Rosa" (rivisitazione del brano interpretato originariamente da Lucio Battisti), viene accolto molto bene da tutti ed è la conferma del successo di questo binomio. Con "Tell Me", il suo nuovo brano, si rimette ancora una volta in gioco con una nuova sperimentazione musicale. Per la terza volta, Vasco Rossi gli affida il remix del suo singolo "Buoni O Cattivi". A tre anni di distanza da "Les Juex Sont Faits", arriva "Made In Italy", il nuovo album di Molella, un lavoro non solo da ascoltare ma da leggere e scoprire!!! Un cd con 12 brani tra cui in versione extended - "Sunshine" - "Desert Of Love" - "Tell Me" e "T.V.A.B.". Nel 2005 esce il quarto remix realizzato per Vasco Rossi "Cosa vuoi da me" e una nuova versione di "If you wanna party" con gli Outhere Brothers.
Giorgio Prezioso è nato a Roma il 23 febbraio del 1971, si avvicina al giradischi attratto dalla passione per le gare DMC. Inizia a scrachare a 16 anni, seguendo le orme del fratello Andrea, secondo di Lorenzo “Jovanotti” alla console della discoteca “Veleno” di Roma. Sarà proprio Lorenzo a regalargli la popolarità, utilizzando gli scrach di Giorgio in alcune delle sue canzoni, una fra tutte “Tempo” (…Prezioso!). In realtà l’inizio dell’ascesa che porterà Giorgio a Milano in Via Massena, è datato all’estate ’91, alla consolle della discoteca “Walky Cup” di Riccione, dove appare per la prima volta a fianco del fratello Andrea. Da allora Giorgio lavora a Radio Deejay, occupandosi della parte tecnica del “Deejay Time” e della “Deejay Parade”.
Oltre alla sua attività radiofonica Giorgio Prezioso, insieme al fratello Andrea e Marvin, hanno formato uno dei team dance italiani più conosciuto a livello internazionale.
Dopo alcune produzioni nel 1998, con “Tell Me Why” ottengono il primo grande successo a livello Europeo, proseguendo il cammino troviamo inoltre: “Voice”, “Emergency 911”, “Let’s Talk About a Man”, “Bonjour Ep”, "We Rule the Danza”, “In My Mind”….
L’estate del 2003 è stata caratterizzata dal loro tormentone “Voglio Vederti Danzare” (cover di Franco Battiato degli anni ’80). Questo disco ha raggiunto la Top 5 delle vendite italiane e ciò ha permesso a Prezioso&Marvin di partecipare a molte trasmissioni tv. Fan ed addetti ai lavori sono stati accontentati dal sapiente connubio di ritmo e melodia e da un cantato insolitamente in italiano del singolo “Prezioso Feat”.
Nel mese di maggio del 2004 le radio hanno iniziato a suonare il nuovo singolo intitolato “Le Louvre”. La successiva pubblicazione sul mercato è stata accompagnata dal video ambientato per l’occasione in museo.
E’ il 1980, Mario Fargetta ha 17 anni e una grande passione per il calcio. Un amico che conosce anche la sua passione per il mixer e la radio, lo iscrive a sua insaputa ad un concorso radiofonico. Fargetta ancora non sa che la vittoria di quel concorso indetto da Radio Nord Milano 22 cambierà radicalmente la sua vita. Nel 1982 viene chiamato da Radio Superantenna Monza dove, dopo circa un anno, arriva Linus. I due instaurano una buona amicizia, grazie alla passione per il calcio che lega i due. Linus nel frattempo si trasferisce a Radio Milano International e successivamente a Radio Deejay. E’ il 1986 quando Fargetta accetta la proposta di Linus di seguirlo in questa nuova radio. Si trasferisce a Milano e in circa due anni impara tutto quello che c’è da sapere sulla parte tecnica realizzando i nastri della notte, il programma della mattina di Gerry Scotti e qualche diretta con Amadeus. Fargetta però ha un sogno. Il sogno di ogni Dj: lavorare con Albertino. Sogno che si realizza nel 1989. Dopo un primo periodo di studio, Mario comincia ad entrare in sintonia con Albertino, il programma prende un ritmo diverso e con l’arrivo del primo campionatore nasce il Deejay Time. Da allora i due diventano inseparabili. Fargetta realizza per la radio un nuovo programma - Fargetta mixing 4 you – un vero e proprio virtuosismo al mixer. Il programma riscuote molto successo che diventa un format anche per gli altri Dj.
Fargetta diventa inoltre protagonista del sabato notte con il MegaMix, programma di riferimento per la musica dance. Fargetta ben presto si impone anche come uno dei maggiori produttori di musica dance in Italia e all’estero.
Nel 1992 esce "The music is movin", nel ’93 "Music" e nel ’94 "Your love", singolo che lo porterà addirittura in tournée in Giappone. Nel 1996 arriva anche la televisione con "VolevoSalutare", (in onda su Italia 1 la domenica pomeriggio) e "Italia Unz", programma estivo quotidiano condotto con Albertino.
Nel 1997 esce il primo album di Mario Fargetta che raccoglie, oltre a singoli inediti, i suoi più grandi successi. E’ il 1998 quando, con Alex Farolfi e sotto lo pseudonimo di Tamperer, produce "Feel it" che in brevissimo tempo raggiunge la vetta della classifica di vendita in Inghilterra con oltre un milione di copie vendute. Primato raggiunto nella storia della dance in Italia soltanto una volta prima di lui. Il suo nome comincia a circolare anche all’estero tanto che Fargetta viene chiamato a suonare nei più famosi club europei. Il successo continua e nel novembre dello stesso anno esce anche il primo album dei Tamperer "Fabulous" e il secondo singolo estratto"If you buy this record" raggiunge il terzo posto della classifica inglese. In Italia ormai è famosissimo e artisti italiani lo chiamano per realizzare versioni "remixate" dei loro successi. In quegli anni collabora con Lucio Dalla, Jovanotti, Laura Pausini, 883, Gigi D’Alessio, Raf, Paola e Chiara, Gianna Nannini, Biagio Antonacci...
Attualmente Fargetta possiede tre etichette indipendenti, "My life" e "Hands up" e "Whim". Nell’estate del 2004 esce la sua prima compilation “Fargetta Selection” 20 brani mixati con i maggiori successi del momenti.
Dopo aver descritto l'Hardcore ecco a voi lo stile che
sembra essere il suo diretto discendente...
Pur avendo grosse influenze Hardcore, l'Hardstyle
se ne differenzia di gran lunga avendo una ritmica meno
veloce (BPM), suoni meno esasperati e lasciando largo
spazio alla melodia.
L' Hardstyle è anche un fenomeno di moda, uno stile
di vita e un modo di evasione dall'ordinario, ma non è
nemmeno paragonabile a stili estremi come
i cosiddetti Gabber.
Il precursore assoluto di questa musica è il romano Vortex. Le prime produzioni Hardstyle, risalenti agli inizi del nuovo millennio, erano infatti definite quelle con "la cassa romana", e rientravano ancora genericamente all'interno della musica techno-trance, non essendo stato ancora coniugato un neologismo per definire questo tipo di sound.
La parola "Hardstyle" figura per la prima volta poco più tardi in Olanda, paese in cui questo genere musicale ha avuto ed ha tuttora il suo maggior riscontro. In questo periodo molti artisti Hardcore olandesi si convertiscono al nuovo stile tra questi ci sono Lady Dana, Zany, The Prophet, Isaac, Luna e Pavo.
Roland TR-909. Il ritmo della tipica musica Hardcore varia
dai 160 ai 250 BPM (battute per minuto)
La musica Gabber nasce a Rotterdam nel 1992
da Dj Paul e Dj Rob che, lavorando su dei
campionatori, dalla originaria techno degli anni
90, hanno cominciato ad ottenere le prime
casse distorte.
Gabber in olandese, anzi in un dialetto-
amsterdamese (yiddish), vuol dire compagno, e
tutti i ragazzi che ascoltavano questa musica si
salutavano con il saluto "Hoi gabber".
In questo periodo molti tifosi del Feyenoord, la principale squadra di calcio di Rotterdam, con le loro teste rasate erano noti amare questa musica (da non confondere con gli Skinhead). Prima delle partite contro l'Ajax (acerrima "nemica" di sempre) la maggior parte dei tifosi del Feyenoord gridavano: "Amsterdam, waar lech dat dan?" ovvero "Amsterdam? dove cazzo sta?".
Il piccolo negozio di dischi Midtown a Rotterdam (tutt'ora esistente) era l'unico posto dove acquistare la musica gabber. Mentre una radio locale a Rotterdam (Stads Radio Rotterdam) cominciò a trasmettere il primo programma hardcore: Turbulentie. Il Parkzicht di Rotterdam si puo' definire come il vero e primissimo locale gabber nel mondo.
La traccia Poing (1992) dei Rotterdam
Terminator Source è la prima traccia Hardcore
Olandese. Le tracce più famose di questo
periodo erano "Alles naar de klote","Amsterdam,
waar lecht dat dan?", "Rotterdam, ech wel" più
tutte le tracce di Dj Paul Elstak, arrivando in
cima a tutte le charts.
La musica gabber diventa più che solo musica, ma
uno stile di vita vero e proprio. Per lungo
tempo i veri gabbers si potevano trovare solo a
Rotterdam. Non a caso si cominciavano ad
organizzare proprio grazie a Dj Paul i
"Nightmares in Rotterdam" e i primi "Megarave".
Paul Elstak infatti, era ed è molto rispettato da
ogni gabber e si puo' etichettare appunto come
il vero creatore di questa musica.
Successivamente la musica gabber divenne più
popolare anche fuori Rotterdam arrivando ad
espandersi in tutta l'Olanda; qui viene coniato
un nuovo termine: "Mellow" e cioè tutto quello
che non è Hardcore secondo un punto di vista
gabber.
Lo stile Hardcore alle sue origini, è da ritenere per lo più come "Happy Hardcore" cioè caratterizzata molto da sonorità "commerciali". Quando molto più tardi Dj Paul produsse dischi un po' più facili, più' melodici quasi sullo stile iniziale "happy hardcore", molti gabbers si sentirono traditi da lui, ma i veri gabbers continuano e continueranno a rispettarlo per le cose che ha fatto.
Dopo esser sopravissuto nell'ombra per diversi
anni, nel 2002 lo stile cominciò a ritornare
popolare in Olanda. C'e stata comunque una
sorta di divisione nella scena Hardcore che
iniziò alla fine degli anni '90.
Alcuni produttori infatti iniziarono ad
abbracciare uno stile leggermente più veloce
dello stile "gabber" e caratterizzato da una
cassa più potente e profonda. Viene chiamato
"New Style" (o "Nu Style) e "New Skool".
Parecchi fan di vecchia data odiarono il "New Style" (il primo brano considerato squisitamente "Nu Style" è Thrillseeka del duo italiano conosciuto come "The Stunned Guys"). Questa rivalità all'Hardcore New Style è per certi versi simile alla rivalità che si era venuta a creare precedentemente tra l'Hardcore "regolare" e l'Happy Hardcore.
La gabber, influenzata dalla techno tedesca, si
evolse in altri diversi stili: hardcore, happy
hardcore, industrial, terror, speedcore e altri
sottogeneri.
Attualmente l'hardcore è più viva che mai al
contrario di quanto ne pensavano i delatori di
questa musica. Il fenomeno si è allargato
dall'originale Olanda alla Germania, all'Italia,
alla Svizzera, alla Spagna, all'Austria,
all'America ecc...
Stili della musica Hardcore
Old school: Suono techno a cavallo tra il 1980 e il 1990. Le sonorità erano "povere" anche se tuttavia i vari stili e generi moderni Hardcore sono derivati da questo tipo di musica (130/140 BPM). La moderna Jumpstyle e Hardstyle caratterizzata da casse più distorte, non è altro che modifica radicale all'old school.
Old Style: Hardcore storica prodotta fra il '93 e il '98. Casse 909 generalmente poco distorte, melodie pulite e orecchiabili sono le caratteristiche principali. Stile a due facce, da un lato traccie molto spinte ed energetiche (conosciute anche come hardcore "Terror", vedi sotto), dall'altro traccie leggere e orecchiabili (160/190 BPM).
Gloomcore: Sottogenere dell'Old style ideato dalla casa discografica PCP e dal Dj tedesco Marc Acardipane. Ritmo lento, suoni e melodie cupe (150/160 BPM).
Happycore: Genere veloce e allegro che presenta spesso voci accelerate e pianoforti. Se a tratti si esprime in modo superficiale e "demenziale" in altri casi invece emerge con vocal e melodie di tutto rispetto (180 BPM).
Nu Style: In passato, dal 1999 al 2001, era chiamata New Style. È un genere più "hard" rispetto all'Hardcore "happy", è più veloce e ritmata. La Nu Style è caratterizzata da melodie e semplici sonorità, altamente ballabili. I BPM variano dai 140 ai 180. Oggi è preferibile chiamarla Nu-Style dato che il termine new viene utilizzato da molti per indicare la nuova Hardcore, (prodotta dal 2000 in poi) che oggi ha in toto sostituito completamente l'Hardcore Oldstyle e la vecchia Hardcore Nu-Style, infatti è una sorta di "compromesso" tra i due stili. Ormai la musica Hardcore Nu-style non viene più prodotta, la sua erede ufficiale è il genere musicale Jumpstyle.
Jumpstyle: che ha riscosso notevole popolarità nei raves hardcore olandesi nel 2004 e 2005.
Main style: Genere moderno predominante, chiamato da molti semplicemente Hardcore, caratterizzato dalla grande durezza dei suoni. Estesi pezzi di cassa e intermezzi molto curati (150/250 BPM).
Darkcore: Sottogenere dell'Hardcore Mainstyle , variando con l'unione tra la darwave e industrial (basi dark ambient o wave e costruzione industrial) . Cupo e in certi casi melodico. Casse distorte e grande uso di vocal misteriosi campionate da film, in genere thriller, horror e gothic.(160-170 BPM).
Industrial: Hardcore sperimentale più ballabile e con pochissimi accenni melodici. Sonorità ricercate e particolari basate soprattutto su giochi di cassa (170/250 BPM).
Frenchcore: Sottogenere dell'Industrial(ma molto più leggera, con casse meno distorte) prodotto soprattutto da produttori Francesi. Si distingue dall'industrial tradizionale per la maggiore velocità e le casse (160/180 BPM).
Speedcore: Il genere più spinto, dotato di una grande durezza è di una velocità estrema. Sonorità semplicissime ma allo stesso tempo devastanti (301/8000!!! BPM).
Terror Core: Genere estremo ma, in alcuni casi, secondo comunque alla speedcore. L'estremità quì viene accentuata soprattutto dalle sonorità spesso macabre e distorte. Velocità variabile ma solitamente elevata (150/300 BPM).
Gli Scooter, una band il cui nome è stato presente sulla scena dance europea per quasi 10 anni. I membri originari erano: - Ferris Bueller (Sören Bühler) (1994-1998) - Axel Coon (Axel Broszeit) (1998-2002) I membri attuali sono: - H.P. Baxxter (Hans Peter Geerdes) - Rick J. Jordan (Hendrik Stadler) - Jay Frog (Jürgen Frosch) Pochi gruppi hanno diviso le opinioni come i tre produttori di Amburgo che, hanno scalato le classifiche internazionali dal maggio 97. La strada verso il successo di questa eccezionale band è stata segnata da innumerevoli top-ten hits, pubblicate in oltre trenta paesi nel mondo, numerosi dischi d’oro e di platino, molti premi musicali, concerti con migliaia di spettatori ed infine, più di 10 milioni di copie vendute. H.P. , Rick e Jay non nascondono quanto siano fieri dei risultati raggiunti: “Non la smetteremo finchè la gente non avrà perso l’interesse per noi”, è la filosofia del gruppo. Dal 1995 gli Scooter hanno messo in imbarazzo tutti i critici che li avevano definiti come un fenomeno dal successo momentaneo. La creatività e una bella dose di auto-ironia hanno permesso al trio di sorprendere ancora una volta sia i fans che i critici: abbinando sonorità techno a quelle rock hanno ottenuto un risultato davvero stupefacente che ha fatto ricredere molte persone che li avevano criticati.
Qual è dunque il segreto dell’incessante successo degli Scooter? I ragazzi hanno ciascuno il proprio ruolo nella band: Jay, entrato negli Scooter nel Febbraio 2001 dopo l’uscita di Axel, è il DJ del gruppo e si occupa principalmente dei grooves e della scelta delle sonorità. H.P. non soltanto scrive quasi tutti i testi, ma spesso pone anche le basi per i famosissimi ritornelli degli Scooter. Rick contribuisce al tutto con uno stile di musica più tradizionale ed inoltre divide il lavoro di produzione con Jay.
Chi di voi ha visto gli Scooter in azione sul palco saprà che non solo i gruppi con chitarra producono la speciale atmosfera live del punk e del rock n’roll. La vera ragione del successo è la naturalezza, l’energia messa nella musica che, unita a creatività e immaginazione, rappresenta il cuore degli album pubblicati fin ora dagli Scooter.
Sven è nato a Obertshausen (Germania) il 26 ottobre 1964. L'adolescenza trasforma "Il piccolo Sven" in un uomo di spettacolo, le cui esperienze, avventure e le impressioni dominaneranno i dodici anni futuri... Sven è il primo DJ da club in Germania che si autoproduce e si vende. Inoltre pone le fondamenta del "Sound of Frankfurt" (il suono di Francoforte). Sven ("il padrino della Techno") suona nei club più importanti della scena mondiale. Fonda l'etichetta HARTHOUSE ed esce l'album "The Art of Dance" sotto lo pseudonimo BARBARELLA. Nel 1992 incontra Ralf Hildenbeutel e comincia la produzione del suo primo album col suo vero nome: "Accident In Paradise". Che esce a settembre. Fonda un'altra etichetta supplementare, recycle or die. L'obiettivo di tutte le sue etichette: l'istituzione di nuova musica elettronica sulla base della avant-garde music tedesca. Fuori da qualsiasi struttura commerciale. Dal 1994 Sven Väth è di gran lunga il DJ più affermato nel mondo, la stampa lo denomina "l'unica pop star tedesca". Sven è l'uomo sacro,il grande capo della Techno europea, intesa come nuova espressione musicale e simultaneamente ha successo dappertutto nel mondo: dal Giappone al Messico agli negli Stati Uniti.
Nato il 16 Dicembre 1971 a Eisenhuettenstadt, nell'est della Germania, Paul è cresciuto nella Berlino comunista. Non potendo avere la possibilità di svago in club e discoteche nell'est di Berlino, Paul si divertiva a registrare le canzoni mandate in onda dalle stazioni radio della parte capitalista di Berlino. Oltre a registrarle, amava metterle nelle feste che organizzava con gli amici. Dopo il 1989, l'anno della caduta del muro di Berlino, la "Club Culture" invase l'intera città. Nei Club padroneggiava la Techno di Detroit. A Paul piaceva molto, ma spesso non lo soddisfava totalmente, mancava sempre qualcosa in quel suono. Iniziò così la sua ricerca di un suono che gli piacesse e ch lo soddisfasse appieno. Una ricerca che non lo ha mai lasciato. Negli anni seguenti Paul si fece conoscere sempre di più con remix e produzioni. Nel 1998 il suo primo album, venne rilasciato nel Regno Unito ed il nuovo singolo "For an Angel" inizò la scalata alle classifiche di tutto il mondo. Rimase in testa per 4 settimane in Germania, per 2 in Inghilterra e ottenne moltissimi consensi anche in America, Australia, Olanda, Belgio e nei paesi scandinavi. Oltre a esibizioni in discoteche o locali, è molto conosciuto per le sue performance in eventi come la Love Parade di Berlino o la, annuale e sempre più popolare, Street Parade di Zurigo.
Guy-Manuel De Homern Christo e Thomas Bangalter, alias Daft Punk, un duo formatosi a Parigi nel 1992, amici da lungo tempo, giovanissimi, hanno cominciato a comprare apparecchiature musicali allo scopo di assemblare uno studio di registrazione da utilizzare per le loro composizioni. Come molti coetanei, lo hanno installato nelle loro camere da letto ed hanno cominciato a 'giocare' con suoni, campionatori, mixer, computers ....
HOMEWORK
Nel 1995 il singolo "Da Funk", intelligente aggiornamento di motivetti elettronici anni 80 come "Pop Corn" e "Pop Muzik", ottiene un notevole successo: sarà uno dei pezzi forti del loro primo album, datato 1996, Homework. In questo primo disco i Daft Punk sfoggiano dell'ottima musica "da cameretta": minimalista nei suoni, tra vocoder e tastiere dance, orecchiabile quanto basta e debitrice di una non precisa corrente musicale elettronica, tanto che si possono scorgere echi di Kraftwerk, ma anche della disco-music degli anni '70 e del synth-pop esploso negli anni Ottanta.
Le composizioni dei Daft Punk si basano su un'idea che viene reiterata in continuazione, con l'aggiunta di piccoli suoni e con il costante ritmo martellante tipico di certa musica techno. Eppure sarebbe riduttivo definire i Daft Punk come dei "rielaboratori" di antiche idee: il loro disco è pieno di piccoli capolavori che, anche grazie all'accompagnamento di ottimi videoclip, riescono a sfondare e a creare un vero e proprio caso. Più che "Da Funk", è "Around the World" che catalizza l'attenzione e diventa un clamoroso successo commerciale. Ciò che all'apparenza potrebbe sembrare una hit usa e getta, nasce in realtà da un irresistibile ritmo, da un orecchiabile giro di basso in sottofondo e soprattutto dalla voce sintetica che ripete, in continuazione, le stesse tre parole che danno il titolo al pezzo. Talmente semplice da essere geniale. Lo stesso si può dire per altre composizioni del disco: "Phoenix", "Fresh", "Teachers", per esempio, si basano su un'idea melodica che viene riproposta incessantemente, tanto da risultare irresistibilmente orecchiabile. In "Burnin'" e "Rollin' & Scratchin'" cardine della canzone è semplicemente un suono elettronico, sgradevole all'inizio ma che diventa familiare proprio per la sua continua riproposizione, nonché grazie al ritmo e ai suoni di sottofondo. "Alive" è il pezzo più maturo del disco, in quanto possiede una carica innovativa e assolutamente originale che lo distingue dagli altri.
TRACKLIST:
1.Daftendirekt
2.Wdpk 83.7 FM
3. Revolution 909
4.Da Funk
5.Phoenix
6.Fresh
7.Around The World
8.Rollin' & Scratchin'
9.Teachers
10.High Fidelity
11.Rock'n Roll
12.Oh Yeah
13.Burnin'
14.Indo Silver Club
15.Alive
16.Funk Ad
DISCOVERY
Data astrale 2001. I Daft Punk a quattro anni da "Homework" si presentano nel nuovo millennio come indiscussi protagonisti della scena pop internazionale, grazie ad un sound che funge da marchio di fabbrica immediatamente riconoscibile, e a uno stile che manipola e gioca con i diversi generi. "Discovery", il lavoro del duo parigino, offre infatti un'idea convincente di un insospettato eclettismo. Il disco apre con la hit single "One More Time". Il pezzo è dignitoso, probabilmente destinato ad essere ballato sulle piste commerciali di mezza Europa, ma dal punto di vista puramente artistico poco appetibile, forse per quell'effetto vocoder sulla voce di Romanthony troppo simile a quello del tormentone di Cher di qualche anno fa che all'altro cavallo di battaglia "Around The World".
Il gioco robotico continua, e trova episodi anche più interessanti. "Harder, Better, Faster, Stronger", con il suo secchissimo ritmo funky, è sicuramente uno di questi. Ma i Daft Punk dimostrano di saper fare anche altro. La prima parte del disco offre anche brani più marcatamente pop, come "Digital Love", che sembra uscita da un disco dei Buggles, o "Nightvision", vero e proprio "lentone", episodio insolito in un disco simile. Con "Aerodynamic" sfioriamo l'hard rock, tutto per colpa di un ossessivo riff di chitarra "tapping" che ricorda paurosamente le cavalcate di Eddie Van Halen.
Bisogna riconoscere che la seconda parte del disco non presenta il medesimo "tiro" della prima, e i brani più interessanti non sono quelli più palesemente dance, bensì quelli più ricchi di "contaminazioni". "Something About Us" è uno splendido "easy tempo" più vicino a Jamiroquai che agli Eiffel 65. Allo stesso modo, brani come "Voyager" o "Veridis Quo" mettono in maggior risalto l'ispirazione elettronica dei due francesi che in questi pezzi si rivelano grandi debitori di maestri come Tangerine Dream o Jean Michel Jarre.
Un disco estremamente piacevole e un buon passaporto per il nuovo millennio e per le nuove frontiere del pop elettronico.
TRACKLIST:
1. One More Time (feat Romanthony) 2. Aerodynamic 3. Digital Love 4. Harder, Better, Faster, Stronger 5. Crescendolls 6. Nightvision 7. Superheroes 8. High Life 9. Something About Us 10. Voyager 11. Veridis Quo 12. Short Circuit 13. Face To Face (feat Todd Edwards) 14. Too Long (feat Romanthony)
HUMAN AFTER ALL
Travestiti sempre da robot, i Daft Punk propongono il loro terzo lavoro in cui, questa volta, la componente rock si compenetra a ritmi house e techno, stravolgendo per l'ennesima volta il concetto di musica da ballare.
Basta ascoltare la titletrack che apre il disco per rendersi conto della straordinaria follia delle distorsioni di chitarra miste a quelle della voce. Ma anche il seguente brano dal titolo "The prime time of your life" ricalca la modulazione della voce in maniera pregevole ed accattivante. A chiudere il primo esaltante trittico di pezzi che aprono il disco c'è "Robot Rock", che sorprende con il suo approccio hard rock misto ad effetti elettronici di forte impatto emotivo. La possente ombra dei Kraftwerk aleggia un po' ovunque ma soprattutto in "Steam Machine", che propone elementi anni 80.
Un attimo di quiete per spezzare la frenesia dei ritmi è rappresentato da "Make love", che ricorda il pop del precedente disco "Discovery". Ma ecco che si viene reinvestiti dal muro di campionamenti di "Brainwasher" e si torna agli albori con le sonorità di "Television rules the nation". Una punta di commerciale non poteva mancare e così "Technologic" soddisfa chi non ritiene importante la ricercatezza del sound. "Emotion" chiude con il suo crescendo di sensazioni un disco di ottima fattura, una macchina ben oliata che continua a rinnovarsi con le sue sperimentazioni. Lo stile di questi due djs francesi sembra destinato a stupire ogni giorno di più e "Human after all" ne è l'ennesima prova tangibile.
TRACKLIST:
1.HUMAN AFTER ALL 2.THE PRIME TIME OF YOUR LIFE 3.ROBOT ROCK 4.STEAM MACHINE 5.MAKE LOVE 6.THE BRAINWASHER 7.ON/OFF 8.TELEVISIONRULES THE NATION 9.TECHNOLOGIC 10.EMOTION
I Daft Punk, in seguito ad una grande passione giovanile per le opere di Leiji Matsumoto (quello di Galaxy Express), decidono di coinvolgere il maestro nella realizzazione dei video per i singoli del loro album Discovery: One more time, Aerodynamic, Digital love, Harder Better Faster Stronger. Il progetto dei 4 video era raccontare in animazione, con lo stile di Matsumoto, la storia travagliata di una band non terrestre. Interstella 5555 consiste nell'estensione di questa storia che, riempiendola di tutte le parti mancanti, dà vita ad un lungometraggio animato di circa 67 minuti accompagnato dalle musiche dei Daft Punk. La storia, estesa, ci narra quindi le vicende di questo complesso, i cui componenti vengono rapiti e, azzerati della loro identità, vengono trasportati sulla Terra e utilizzati come idol. Man mano riconquisteranno coscienza e la storia avrà chiari risvolti. Di buon livello anche l'animazione, se pur a carattere tipicamente televisivo e non cinematografico. Si può parlare di musical? Interstella è da giudicare sicuramente in positivo, come un esperimento audiovisivo molto particolare, non propriamente un musical, ma sicuramente troppo lungo e complesso per essere giudicato un semplice video clip musicale